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	<title>Architettura Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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	<description>La piazza sul Mediterraneo</description>
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	<title>Architettura Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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		<title>I Magazzini del Cotone</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/magazzini-del-cotone-genova/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 07:33:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Il Porto Antico]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Storia. Su Internet ci sono alcuni siti di collezioni...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>La Storia.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">Su Internet ci sono alcuni siti di collezioni di vecchie cartoline di Genova. Del<strong> porto</strong> ce n&#8217;è una vasta scelta, in bianco e nero naturalmente, e anche qualcuna ritoccata con delle improbabili tinte pastello.</span></p>
<p>Il porto in queste vedute è sempre così pieno di grandi bastimenti che sembra che non ci sia neanche il mare, ma solo navi una accosto all&#8217;altra. Ci sono parecchie vedute con i Magazzini del Cotone sullo sfondo, e davanti l&#8217;Isola delle Chiatte, e dietro la collina di Carignano.</p>
<p>L&#8217;<strong>Isola delle Chiatte</strong> di oggi è solo una installazione simbolica alla memoria, ma le chiatte, alla fine dell&#8217;Ottocento, erano una quantità enorme, e fungevano da traghetto per le navi che non potevano approdare, erano una specie di estensione della banchina per l&#8217;attracco, e all&#8217;occorrenza servivano anche da magazzino.</p>
<p>I <strong>Magazzini del Cotone</strong> sono nati in realtà come magazzini generali, a fine Ottocento, proprio per ovviare alla carenza di strutture per immagazzinare le merci in attesa di essere spedite.</p>
<h2>Gli artefici.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">La realizzazione del deposito merci venne ceduta nel 1895 da un pool di genovesi, che ne aveva acquisito i diritti dal Comune, alla </span><i style="line-height: 1.5em">Compagnie des Dock et Magasins Généraux du Port de Gênes</i><span style="line-height: 1.5em">, in seguito trasferita a Londra e ridenominata </span><i style="line-height: 1.5em">The Customs &amp; Bond Warehouse Company Ltd</i><span style="line-height: 1.5em">.</span></p>
<p>La progettazione fu ad opera di ingegneri inglesi, che la improntarono ai canoni del funzionalismo, evidenziando l&#8217;ossatura della struttura in quanto espressione della sua funzione:  le colonne di ghisa,  le travi che sostengono con martinetti le arcate dei piani. L&#8217;edificazione fu affidata invece a un&#8217;impresa genovese, e la direzione dei lavori fu seguita da professionisti locali.</p>
<h2>I dati.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">Dicono i testi che nel 1899 vennero ultimate le fondazioni del fabbricato Nord, utilizzando <strong>9585 pali  di pino</strong> lunghi da 8 a 13 metri, collegati da una rete di calcestruzzo di cemento. </span></p>
<p><span style="line-height: 1.5em">L’anno dopo si iniziò l’elevazione, innalzando muri perimetrali spessi un metro. I solai erano costituiti da travi in acciaio principali, alte m.0,5, e travi secondarie, tra le quali erano state gettate volte di calcestruzzo di cemento, con una resistenza di 2,5 tonnellate per metro quadro, ed erano sorretti da colonne di ghisa distanti tra loro m. 4,7. </span></p>
<h2>Il nome.</h2>
<p><span style="line-height: 1.5em">A fine  Ottocento venne  stipulato  l’atto  di  istituzione  in magazzino generale dell’edificio, denominato <strong>“Magazzini Generali Genovesi &#8211; Molo Vecchio Genova”</strong>, destinato a conservare merci e derrate di ogni tipo e provenienza o destinazione.</span></p>
<p>All’inizio del 1901 la parte Nord con le sue nove campate era ultimata, con l’occupazione di un’area di m. 310,80 per m. 30,00 e un’altezza di m. 18,82. L’anno seguente fu terminato anche il piazzale antistante il fabbricato, e furono allacciati cinque binari con la stazione di Piazza Caricamento.</p>
<p>Nel 1926 la <em>Società Anonima Esercizio Magazzini</em> costruì alle spalle dei <strong>Magazzini Generali</strong> il fabbricato Sud, su quattro piani, con una superficie coperta di 11.000 mq, destinato a deposito di cotoni e una capienza di 40.000 balle.</p>
<p>Dopo il 1945, riparati i danni dei bombardamenti e ampliato il <strong>Molo Vecchio</strong>, i due fabbricati vennero collegati tra di loro da una gru a ponte, e destinati definitivamente a <strong>magazzini del cotone</strong>, e questa designazione più suggestiva  rimase, su acuto suggerimento di <strong>Renzo Piano</strong>, dopo la definitiva <strong>ristrutturazione del ’92.</strong></p>
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		<title>In cima allo Shard con un App</title>
		<link>https://portoantico.it/editoriali/news/app-renzo-piano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cavazzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2014 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[App]]></category>
		<category><![CDATA[Architetto]]></category>
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Shard]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il nostro Architetto. Il nostro Centro Congressi l&#8217;ha progettato Renzo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Il nostro Architetto.</h2>
<p>Il nostro <b>Centro Congressi</b> l&#8217;ha progettato <b>Renzo Piano</b>. Dal ‘92 ci avrete sentito ripeterlo qualche migliaio di volte. Continuiamo a dirlo, per quelli che eventualmente ancora non lo sapessero, ma, soprattutto, perché ci fa piacere. Di centri congressi Piano ne ha disegnati anche altri, ma <b>lui è genovese</b> e, di conseguenza, il nostro ci sembra il più speciale.</p>
<p>A dire il vero, lo stesso <b>Renzo Piano</b>, definito nel 2006 da <i>Time</i> uno dei 100 uomini più influenti del pianeta, assurto per fama a cittadino del mondo, per noi genovesi <b>è patrimonio locale</b>: ci sembra un po’ più nostro che di tutti gli altri.</p>
<p>Siamo dunque più che orgogliosi di seguire la sua instancabile attività in tutti i continenti e ci fa piacere condividere con i nostri lettori le <i>news</i> sul “nostro” Architetto.</p>
<h2>Le monografie della Fondazione Renzo Piano in un Tap.</h2>
<p>Ecco la <i>news</i>: è uscita <b>la prima iOS <a href="https://itunes.apple.com/it/app/renzo-piano/id811080987?mt=8" target="_blank" rel="noopener noreferrer">App</a></b> della <b>Fondazione Renzo Piano</b>, che consente di accedere a informazioni sui progetti del RPBW (<b>Renzo Piano Building Workshop</b>) e a una selezione di pagine, complete di fotografie, delle monografie edite dalla Fondazione su progetti realizzati.</p>
<h2>App, foto, libri e grafica.</h2>
<p>Sempre con l’App è possibile ordinare i libri, ricchi di foto e di grafica, che sono di interessante e piacevole lettura, anche per i non addetti ai lavori.</p>
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