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	<title>Interviste Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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	<description>La piazza sul Mediterraneo</description>
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	<title>Interviste Archivi - Porto Antico di Genova</title>
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		<title>Nuova palestra di RaiderCrossFit al Porto Antico di Genova: intervista a Valerio Bellia</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/nuova-palestra-raidercrossfit-porto-antico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefaniagaione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2018 13:22:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 10 febbraio si terrà la grande inaugurazione per l’apertura...</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/nuova-palestra-raidercrossfit-porto-antico/">Nuova palestra di RaiderCrossFit al Porto Antico di Genova: intervista a Valerio Bellia</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 10 febbraio si terrà la <a href="https://portoantico.it/eventi/grand-opening-palestra-rider-crossfit-porto-antico/">grande inaugurazione</a> per l’apertura della nuova palestra <strong>Raider CrossFit Porto Antico</strong>. Per l&#8217;occasione, abbiamo intervistato <strong>Valerio Bellia</strong>, già titolare della palestra <a href="https://www.area51genova.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Area51</a> in Piazza Piccapietra, che ha voluto avventurarsi anche in questa avvincente sfida.</p>
<h3>PA: Perché aprire una sede di RaiderCrossFit e di Area51 in Porto Antico?</h3>
<p><strong>Valerio Bellia</strong>: decisamente, perché la <strong><em>location</em> è meravigliosa</strong> ed essere a <strong>pochi metri dal mare</strong> rende i nostri nuovi spazi unici. È il luogo più bello di Genova, <strong>il più rappresentativo della Città</strong>, dove meglio possono svilupparsi attività sportive e sociali. Penso fosse quello che mancava, in un’Area come questa. Ogni momento, ogni istante della mia lunga attività è stato vissuto nell&#8217;ottica di una costante <strong>innovazione </strong>e continuo<strong> miglioramento</strong>.</p>
<p>Molto probabilmente è una caratteristica personale, il mio cervello è in continua elaborazione. In ogni cosa che ho realizzato ho imparato da subito a leggere debolezze e potenzialità, generando così spunti per il futuro. Alcuni di questi erano e sono realizzabili nella sede di piazza Piccapietra, altri hanno avuto la necessità di uno sviluppo esterno. Motivo per cui, ancora oggi, ogni giorno penso a quali e quante possono essere le <strong>opzioni di sviluppo della nascente sede al Porto Antico</strong>.</p>
<h3>PA: Perché dare tanta importanza al CrossFit?</h3>
<p><strong>Valerio Bellia</strong>: Perché è il <strong>miglior programma di allenamento al mondo</strong>. Perché sviluppa <strong>coscienza corporea</strong>, <strong>motoria</strong>, <strong>mentale</strong> e <strong>sociale</strong>. Quest’ultima è racchiusa nel concetto che nel CrossFit viene chiamata <em><strong>community</strong></em>, ovvero sia una sana condivisione, non solo sportiva, ma anche di vita. Ovviamente queste <em>skill</em> fanno parte di moltissime attività sportive, ma il Crossfit viene definito lo &#8220;sport del fitness&#8221;, cioè lo sport che trova la <strong>migliore codifica nel mondo costruito dal <em>fitness</em></strong>. Ed è per tutti!</p>
<p>Oltre oceano viene praticato sia da bambini (CrossFit Kids) che da over 60. Ogni movimento proposto ha naturalmente <strong>soluzioni differenti</strong> da poter applicare alle potenzialità che ognuno ha. I risultati sono davvero impressionanti… provare per credere.</p>
<h3>PA: Che cosa hai in serbo per Porto Antico?</h3>
<p><strong>Valerio Bellia</strong>: Le attività di punta che già sviluppiamo nella sede in Piazza Piccapietra e che abbiamo testato con grandissimo successo: <strong>Area51</strong> si occuperà del mondo <strong>Les Mills</strong>, ma non solo: Bodypump, Bodyattack, Bodybalance, Bodyvive, Bodycombat, Bodystep, Sh’bam, Grit, Cxworx, ma proporremo anche attività come Zumba, Pilates e si parla di… Avremo il <strong>team</strong> che meglio rappresenta queste attività a livello nazionale. E non lo dico tanto per dire: alcuni di loro sono già conosciuti e hanno già operato in Area Porto Antico. <strong>RaiderCrossFit</strong> svilupperà invece tutto il mondo Crossfit, Functional Bodybuilding, Functional Training e Obstacole Race.</p>
<p>Abbiamo realizzato due strutture (R<em>ig</em>) nella sala principale, dove potranno allenarsi <strong>contemporaneamente</strong> fino a <strong>60 persone</strong>, che avranno a disposizione <strong>oltre 30 bilancieri olimpionici</strong>, <strong>manubri</strong>, <strong>kettlebell</strong>, e <strong>tonnellate di pesi</strong>… Ma non finisce qui, ci sarà anche un’<strong>area per le attività cardio</strong> (Skillmill, Vario, Climb, Row) e tra poco arriveranno anche <strong>due bike</strong> <strong>di nuova concezione</strong>.</p>
<h3>Attività nella nuova palestra in Porto Antico:</h3>
<ul>
<li>Bodypump;</li>
<li>Bodyattack;</li>
<li>Bodybalance;</li>
<li>Bodyvive;</li>
<li>Bodycombat;</li>
<li>Bodystep;</li>
<li>Sh’bam;</li>
<li>Grit;</li>
<li>Cxworx;</li>
<li>Zumba;</li>
<li>Pilates.</li>
</ul>
<p><strong>Lo spazio è luminosissimo</strong> con vista sul Porto Antico; niente è stato lasciato al caso e sono stai curati tutti i dettagli, come per esempio gli spogliatoi, che sono stati realizzati con uno stile a metà tra la SPA e l’Industrial e che, a breve, saranno dotati anche di <strong>sauna</strong>. Puntiamo sulla<strong> qualità del servizio</strong> e ne daremo una dimostrazione già durante il <a href="https://portoantico.it/eventi/grand-opening-palestra-rider-crossfit-porto-antico/?l=L2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Grand Opening</a> del <strong>10 febbraio 2018</strong>.</p>
<p>Da lunedì 12 febbraio la palestra sarà operativa. <strong>Non ci resta che darvi il benvenuto</strong>.</p>
<h2>Info sulla nuova palestra Raider CrossFit Porto Antico:</h2>
<p>Edificio Mandraccio<br />
tel. 010 0987735<br />
<a href="mailto:raiderportoantico@gmail.com">raiderportoantico@gmail.com<br />
</a>Reception aperta dal lunedì al sabato dalle 9:00 alle 21:00</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/nuova-palestra-raidercrossfit-porto-antico/">Nuova palestra di RaiderCrossFit al Porto Antico di Genova: intervista a Valerio Bellia</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Intervista a Igor Chierici, regista e attore de La leggenda di Moby Dick</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/la-leggenda-di-moby-dick-igor-chierici/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiamorelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 10:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[EstateSpettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[EstateSpettacolo17]]></category>
		<category><![CDATA[Moby Dick]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo rivolto qualche domanda al protagonista e regista dello spettacolo...</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/la-leggenda-di-moby-dick-igor-chierici/">Intervista a Igor Chierici, regista e attore de La leggenda di Moby Dick</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo rivolto qualche domanda al protagonista e regista dello spettacolo che si terrà dal <a href="https://portoantico.it/eventi/la-leggenda-moby-dick/">23 al 27 agosto</a> sull&#8217;Isola delle Chiatte.</p>
<h3>Porto Antico: Doppia regia per questo spettacolo; Igor Chierici e il Luca Cicolella: un sodalizio artistico che dura da anni. Che cosa hanno portato le vostre personali esperienze a questo riadattamento del romanzo?</h3>
<p><strong>Igor Chierici:</strong> Il sodalizio nasce ancora prima come amicizia, rafforzata sul palco con incontri, scontri, sorrisi e idee, ma mantiene sempre un unico obbiettivo: svolgere al meglio quella che per noi è <strong><em>in primis</em> una passione</strong>, un motore e poi un lavoro. Entrambi siamo impegnati con compagnie attoriali o set che spesso ci separano, ma <strong>quando è possibile ci ritroviamo</strong> per lavorare come piace a noi. Io ho deciso di riadattare il capolavoro di Melville sotto <strong>forma di monologo</strong>, memore della bella esperienza dell&#8217;estate passata con <em>La leggenda del pianista sull&#8217;oceano</em>, lasciando a Ismaele, mio personaggio, <strong>la possibilità di raccontare</strong>, da unico superstite del Pequod, tutta la storia, rievocando di volta in volta le scene di caccia alle Balene, le attese, e i compagni di viaggio. In scena con me anche Luca, nei panni di Queequeg.</p>
<blockquote><p>&#8220;Ho deciso di riadattare il capolavoro di Melville sotto forma di monologo, memore della bella esperienza dell&#8217;estate passata con La leggenda del pianista sull&#8217;oceano&#8221;</p></blockquote>
<h3 class="m-4343808881886067086m-4453163441657246385msolistparagraph">PA: Dopo La leggenda del pianista sull&#8217;oceano, un altro racconto di mare. Il primo all’interno di una nave, il secondo in coperta. Due storie diverse con il mare come sfondo e l’isola delle chiatte come palcoscenico. Cosa vi ha affascinato in modo particolare di questa location?</h3>
<p><strong>Igor Chierici:</strong> Il mare affascina ogni uomo, non c&#8217;è da girarci intorno. Lo dice anche Ismaele &#8211; <strong>così inizia lo spettacolo </strong>&#8211; e dove poter inscenare un racconto impregnato di mare se non nel luogo più spettacolare di Genova? Certo <em>La leggenda del pianista sull&#8217;oceano</em> è stato lo spettacolo che ha visto concretizzare un mio sogno e desiderio: essere il primo a mettere in scena uno spettacolo in quella location. Ma Moby Dick, be&#8217; Moby Dick è <strong>il progetto completo</strong> su quel meraviglioso palco. È un onore, per noi, ritornare in quel posto. La prima volta che ci siamo saliti <strong>siamo rimasti estasiati</strong>, e risentire quei suoni cullanti, quei rollii delicati… è un po&#8217; come tornare a casa nostra. Noi la sentiamo così e vorremmo poter fare qualcosa di più grande dal prossimo anno, ma non anticipiamo nulla: le idee ci sono.</p>
<blockquote><p>&#8220;La Leggenda di Moby Dick è <strong>il progetto completo</strong> su meraviglioso palco dell&#8217;Isola delle Chiatte&#8221;</p></blockquote>
<h3 class="m-4343808881886067086m-4453163441657246385msolistparagraph">PA: In scena oltre a  Igor Chierici nella parte Ismaele, suonatori di tamburi, un violoncello e un’arpa. Come la musica diventa interprete di una storia?</h3>
<p><strong>Igor Chierici:</strong> Io nasco come musicista, mi diplomo in conservatorio come pianista e compositore. Per me <strong>la musica è una protagonista vera e propria</strong> e in questo adattamento lo è più che mai. La scelta di strumenti così particolari come <strong>i Taiko</strong>, i grandi tamburi giapponesi, non è casuale. Solo la fortuna di averli trovati lo è. I costumi che ci sono stati prestati dal <strong>Teatro Stabile di Genova</strong>, vestiranno noi attori, ma anche tutti i musicisti. <strong>I taiko saranno i marinai del Pequod</strong> e reciteranno con noi con i suoni dei loro tamburi. Riecheggeranno le scene di caccia alle balene e della battaglia con la balena bianca; suoneranno <strong>il passo del carismatico Achab</strong>, capitano indiscusso del Pequod. Arpa e violoncello porteranno il pubblico a immergersi nel meraviglioso mondo di Moby Dick.</p>
<h3 class="m-4343808881886067086m-4453163441657246385msolistparagraph">Quali sono le caratteristiche di questa vostra visione del romanzo e in cosa si discosta dallo storico spettacolo del 1992 &#8220;Ulisse e la balena bianca&#8221; interpretato dal grande Vittorio Gassman? Con quale spirito ed emozione avete affrontato questa sfida?</h3>
<p>Paragonarsi a Gassman sarebbe una follia e non lo vogliamo fare anche perché questo adattamento, benchè festeggi il 25ennale delle Colombiadi e dell&#8217;andata in scena di Ulisse e la balena bianca, è molto diverso. Forse un giorno parleranno anche del nostro adattamento immortalandolo, ma ora ci limitiamo a combattere quella battaglia che Achab ha inchiodato nell&#8217;albero maestro promettendoci un doblone d&#8217;oro: noi lo voglia riscattare. Racconteremo Moby Dick come piace a noi, con un&#8217;emozione che ci sta a fianco da ottobre 2016, quando ho deciso di portare in scena questo capolavoro mondiale. E quindi, concedetecelo, in bocca al lupo a noi o, meglio, in <strong>c**o alla balena!</strong></p>
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		<item>
		<title>Porto Live Metal Fest 2017: la nostra intervista a Tommy Talamanca dei Sadist</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/metal-fest-tommy-talamanca-sadist/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiatirasso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 09:06:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>
		<category><![CDATA[EstateSpettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[EstateSpettacolo17]]></category>
		<category><![CDATA[Sadist]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sabato 29 luglio Genova Porto Antico EstateSpettacolo ospita in Piazza...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 29 luglio</strong> Genova Porto Antico <a href="https://portoantico.it/2017/estatespettacolo-2017/">EstateSpettacolo</a> ospita in Piazza delle Feste la prima edizione di <strong>Porto Live Metal Fest</strong>, la rassegna per gli amanti del rock più duro. Spesso etichettata come <em>musica del demonio</em> e associata a concerti estremi che inneggiano alla violenza, in realtà il metal è molto, ma molto di più. E meglio.</p>
<h2>Porto Live Metal Fest 2017: il Metal sbarca al Porto Antico.</h2>
<p>Il mondo è bello perché è vario e la musica lo è ancora di più, con i suoi infiniti generi e le sue possibilità espressive. Qui al Porto Antico amiamo tutta la musica ed è per questo che abbiamo deciso di ospitare per la prima volta – per Genova e per il Porto Antico – una rassegna sulla <strong>musica metal</strong>: così diversa da tutto il resto della programmazione, con una sua storia, una sua filosofia e un suo pubblico ben preciso.</p>
<p>Comunque ammettiamolo: non siamo particolarmente ferrati sull&#8217;argomento &#8220;metal&#8221;. Per questo abbiamo chiesto aiuto a <strong>Tommy Talamanca</strong>, chitarrista, tastierista e co-fondatore dei <strong>Sadist</strong>, band genovese famosa in tutta Europa che troveremo il 29 luglio in Piazza delle Feste.</p>
<h2>Intervista a Tommy Talamanca dei Sadist:</h2>
<h3>Porto Antico: Tommy, aiutaci a comprendere l&#8217;universo metal per prepararci alla serata del 29.</h3>
<p><strong>Tommy Talamanca</strong>: il metal è fatto di <strong>tantissimi sottogeneri</strong>, dai più melodici a quelli invece più duri: il <strong>Nu Metal</strong>,<strong> il Black Metal</strong>,<strong> il Death Metal</strong>,<strong> l’Epic Metal</strong> per dirne solo alcuni. Già dai nomi si capisce che hanno anime diverse anche se rimane la stessa intenzione e la stessa aggressività.</p>
<p>Poi ovviamente ci sono sottogeneri che vanno meglio in alcuni paesi piuttosto che in altri. Il nostro, che è il <strong>Progressive death metal</strong> caratterizzato da un ampio uso delle tastiere come nella <a href="https://portoantico.it/2017/quattro-chiacchiere-sulla-musica-prog-massimo-gasperini/">musica prog</a>, per esempio funziona molto bene nei paesi dell&#8217;est Europa o Nord Europa.</p>
<h3>PA: E in Italia?</h3>
<p><strong>Tommy Talamanca</strong>: L&#8217;Italia, forse per la sua storia musicale, è un mercato difficile per il metal: è poco ricettivo. Non è una critica, intendiamoci, ma solo un dato di fatto; anche gruppi come i <strong>Metallica</strong> in Italia fanno numeri più bassi rispetto ad altri paesi più aperti al genere.</p>
<p>In altri paesi invece<strong> famiglie con bambini </strong>&#8211; anche piccoli &#8211; vanno ai concerti metal, perché la cultura musicale è differente: è percepita come una cosa “normale”.</p>
<h3>PA: Metallica e Iron Maiden sono forse i gruppi più conosciuti dal grande pubblico tanto da avere fan non solo tra i “metallari”. Come vedi questo essere trasversali nei generi?</h3>
<p><strong>Tommy Talamanca</strong>: Questi sono gruppi che hanno fatto la storia del metal, ma che ora sono andati oltre, il loro <em>heavy metal</em> può tranquillamente essere considerato rock. Insomma hanno travalicato il genere musicale fino a diventare <strong>un fenomeno di costume</strong> che abbraccia più generazioni di fan.</p>
<p>Ma questo non succede solo a loro. Se guardiamo a un concerto come quello di <strong>Vasco</strong> a livello di impatto sonoro e <em>cliché</em> sonori non è molto diverso da quello dei Metallica, in parte per la svolta più dura che ha avuto la musica di Vasco negli ultimi 10 anni (il suo manager è un appassionato di musica metal) e in parte per questa contaminazione dei generi che va oltre.</p>
<p>Questo vuol dire che poi il genere è fatto anche dei <em>cliché</em> iconografici, più che dei contenuti.</p>
<h3>PA: Il metal è un genere sempre vivo o inizia a diventare un po’ vintage?</h3>
<p><strong>Tommy Talamanca</strong>: <strong>La musica è un linguaggio sociale</strong> e come ogni linguaggio non è statico, cambia continuamente. Quando ero adolescente io esprimevamo la rabbia con canzoni rock, adesso gli adolescenti lo fanno con il rap e l’hip-hop, perché sono i generi che vanno per la maggiore e poi nel metal il ricambio generazionale non è così forte. Per questo possiamo dire che la ragion d’essere del genere è venuta meno, ma rimane come fenomeno stilistico e iconografico.</p>
<h3>PA: Arriviamo alla domanda più scontata. Ma il metal è solo Satana &amp; co?</h3>
<p><strong>Tommy Talamanca</strong>: <strong>L’iconografia legata al diavolo piace sempre</strong> e per alcuni sotto-generi e alcuni gruppi è una carta che funziona ancora. A noi questo non è mai interessato: non vogliamo scadere nei <em>clichè</em> satanici, ma preferiamo utilizzare altri linguaggi. Per esempio, il nostro ultimo album <em>Hyaena</em> è un <em>concept</em> sull’animale iena sul suo <em>habitat</em> e ogni canzone affronta un tema legato a questo animale. Ovviamente tutto visto in un’ottica sadica e aggressiva. Questo a dimostrare che <strong>il Diavolo non è un elemento imprescindibile</strong> del genere.</p>
<h3>PA: Cosa ci racconti degli altri gruppi che saranno con voi al Metal Fest?</h3>
<p><strong>Tommy Talamanca</strong>: Gli <strong>Arcturus</strong> sono una band molto conosciuta nel genere. Il loro è un <em>avant-garde metal</em>, fatto di sonorità e strumenti più insoliti, perché presi da altri generi musicali e proprio per questo può essere definito un metal più elitario. Ci saranno i <strong>Northwinds</strong>, una band francese che propone un <em>hard rock</em> – <em>protometal</em> fortemente influenzato dal <em>progressive</em>. E poi le band italiane: oltre a noi, ci saranno i <strong>Mortuary Drape</strong>, che fanno <em>black metal</em>, i <strong>Blue Dawn</strong> che mescolano ancora più stili &#8211; dall’<em>hard rock</em> al <em>dark progressive</em> fino al <em>proto-doom metal</em> &#8211; e infine i <strong>Bellathrix</strong> che ripropongono un <em>heavy metal</em> più classico, in stile anni ’80.</p>
<h3>Info utili su Porto Live Metal Fest 2017:</h3>
<h4>Spettacolo: Porto Live Metal Fest<br />
Data: sabato 29 luglio 2017<br />
Orario: dalle ore 18:30<br />
Location: Piazza delle Feste<br />
Rassegna: Porto Antico EstateSpettacolo 2017<br />
Organizzatore: Truck Me Hard – <a href="http://truckmehard.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">wwwtruckmehard.com</a><br />
Prezzo Biglietto: Posto Unico in piedi<br />
Biglietti: € 26,00 biglietto giornaliero – Per chi volesse acquistare il biglietto in cassa il giorno del concerto, il prezzo sarà di € 29,00.<br />
Prevendite:<br />
<a href="http://www.happyticket.it/biglietti/concerti/45555-porto-live-metal-fest.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">HappyTicket</a><br />
<strong>Black Widow Records</strong> – Via del Campo, 6r. – Genova – Tel. 0102461708 – 0102544500<br />
<strong>Città della Musica</strong> – Via della Pigna, 26 r. – Genova – Tel. 010 8360957<br />
<strong>Disco Club</strong> – Via San Vincenzo, 20r. – Genova – Tel. 010542422</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p>[button color=&#8221;blue&#8221; size=&#8221;normal&#8221; alignment=&#8221;none&#8221; rel=&#8221;follow&#8221; openin=&#8221;_parent&#8221; url=&#8221;https://portoantico.it/tag/estatespettacolo17/&#8221;] LEGGI TUTTI I POST SU ESTATESPETTACOLO 2017 [/button]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Horns-Up per EstateSpettaocolo!</h2>
<p>Ricordiamo a tutti che siamo presenti su <a href="https://twitter.com/PortoAnticoGe" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Twitter</a>, <a href="https://www.facebook.com/portoanticodigenova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Facebook</a> e <a href="https://www.instagram.com/portoanticodigenova/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram</a>: quando sarete al Metal Fest, fateci sapere cosa ne pensate utilizzando l&#8217;<em>hashtag</em> ufficiale <strong>#EstateSpettacolo17</strong>, abbinandolo all&#8217;emoji del polpo ? e, ovviamente, a quello delle corna. ??</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/metal-fest-tommy-talamanca-sadist/">Porto Live Metal Fest 2017: la nostra intervista a Tommy Talamanca dei Sadist</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>A Genova c&#8217;è un angolo di Twin Peaks</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/genova-twin-peaks/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cavazzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2017 10:52:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura POP]]></category>
		<category><![CDATA[Twin Peaks]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 26 maggio, su Sky Atlantic, andrà in onda la...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 26 maggio, su Sky Atlantic, andrà in onda la terza stagione di <strong>Twin Peaks</strong>, la serie TV di <strong>David Lynch</strong>. Non un <em>reboot</em>, ma un <em>sequel</em>. C’è una fetta (una lobby?) importante di persone che <strong>l’attende da 25 anni.</strong> Ma perché?</p>
<h2>Abbandonatevi al binge watching.</h2>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-12988" src="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/05/71ms4K8FkPL-239x300.jpg" alt="Le vite segrete di Twin Peaks" width="300" height="377" srcset="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/05/71ms4K8FkPL-239x300.jpg 239w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/05/71ms4K8FkPL-816x1024.jpg 816w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/05/71ms4K8FkPL-768x964.jpg 768w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/05/71ms4K8FkPL.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Se non conoscete <strong>Twin Peaks</strong>, avete pochi giorni per recuperare i <strong>30 episodi</strong> (8+22) delle prime <strong>due serie</strong>, ma vi assicuriamo che ne vale la pena.</p>
<p>Lasciate perdere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_segreti_di_Twin_Peaks" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wikipedia</a> e gli <a href="http://www.iodonna.it/personaggi/cinema-tv/2017/05/16/twin-peaks-dopo-27-anni-torna-su-sky-la-terza-stagione-della-serie-cult-10-cose-da-sapere/?refresh_ce-cp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articoli</a> pieni di <em>spoiler</em>: Guardate semplicemente tutti gli episodi, poi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fuoco_cammina_con_me" target="_blank" rel="noopener noreferrer">il film. </a>Poi leggete quest’ultimo <a href="https://www.amazon.it/vite-segrete-Peaks-Ediz-illustrata/dp/8804665106/ref=sr_1_3?ie=UTF8&amp;qid=1495010309&amp;sr=8-3&amp;keywords=the+secret+history+of+twin+peaks" target="_blank" rel="noopener noreferrer">libro monografico</a> scritto dal co-ideatore della serie (Mark Frost).</p>
<h2>Com’è Twin Peaks?</h2>
<p>Mettete ghiaccio, un terzo di <em>Dallas</em>, un terzo di <em>Peyton Place</em>, un terzo di <em>Vertigo</em> e – per shakerarlo – legatelo al collare di un levriero afgano. Guarnite con ciliegina.</p>
<p>Twin Peaks è <strong>umoristico</strong>,<strong> grottesco</strong>,<strong> surreale</strong> e un sacco di altri <strong>aggettivi desueti</strong>. È la versione bizzarra e disturbante delle s<em>oap opera</em> che imperversavano tra l&#8217;80 e il &#8217;90 sul piccolo schermo.</p>
<h2>Perché parliamo di Twin Peaks?</h2>
<p>Perché in Porto Antico c’è <a href="https://portoantico.it/strutture/one-eyed-jacks-pub-birreria/">One Eyed Jacks</a>, un locale completamente <strong>ispirato alle atmosfere</strong> della serie. Alla vigilia della terza serie di Twin Peaks, abbiamo voluto fare qualche domanda a <strong>Fabrizio Vacca </strong>(detto Bicio), che è anima e corpo di questo locale.</p>
<p>[cycloneslider id=&#8221;one-eyed-jacks&#8221;]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Quattro chiacchiere con Fabrizio Vacca del One Eyed Jacks.</h2>
<p>Ci incontriamo dopo pranzo, <strong>per un caffè</strong> alla Goletta &#8211; un altro locale del Porto Antico &#8211; perché One Eyed Jacks è ancora chiuso. Sono le 14:30 e Fabrizio si presenta puntualissimo: barba e baffi con un manubrio appena accennato, due anelli per lobo e qualche altro <em>piercing</em> sparso. Ci racconta che è <strong>rimasto fulminato</strong> dalla serie di Lynch quando era alle elementari, che Twin Peaks gli <strong>era vietato</strong> e che &#8211; per questo &#8211; è diventato una sua piccola grande ossessione.</p>
<p>Alla cintura ha un pesante mazzo di chiavi. Tra le tante, anche quella che, più tardi, aprirà le porte del One Eyed Jacks, un piccolo angolo di Twin Peaks incastonato in uno dei muri più antichi di Genova.</p>
<h3>Porto Antico di Genova: One Eyed Jacks, in Twin Peaks, è un casinò-bordello con privé piccanti: da voi non c’è niente di tutto questo, vero?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca: </strong>&#8220;Be&#8217;, anche il nostro One Eyed Jacks è in una situazione un po&#8217; di confine, tra il Porto Antico e Via del Molo. Da noi, però, è tutto assolutamente lecito.&#8221;</p>
<h3>PA: Ok, è lecito. Però non è un posto per famiglie con bambini, giusto?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Perché no? Apriamo alle 18:30 e iniziamo con un aperitivo, poi la cena: entrambe situazioni adatte anche alle famiglie con bambini. <strong>Grandi hamburger</strong>, birre fresche un <em>dehor</em> vicino all&#8217;area giochi. Figurati che abbiamo anche <strong>bevande analcoliche</strong>. Certo, nel dopocena, quando iniziano ad arrivare gli <em>habitué</em> e approdano al bancone gli <strong>equipaggi degli yacht</strong> ormeggiati in porto, l&#8217;atmosfera cambia radicalmente: si fa più &#8211; diciamo &#8211; interessante…&#8221;</p>
<h3>PA: Per chi non conosce Twin Peaks, che aggettivo si adatta bene all&#8217;atmosfera del vostro One Eyed Jacks?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Mi vengono in mente molti aggettivi, spesso abbinati alla figura di Lynch o ai suoi lavori. Quello che si adatta meglio al nostro locale è <strong>&#8220;onirico&#8221;</strong>. L&#8217;abbiamo pensato e arredato per ottenere questo effetto. Robe appese al soffitto, piccoli particolari sparsi un po&#8217; ovunque, foto, illustrazioni.&#8221;</p>
<h3>PA: Quanti dei vostri clienti colgono il nesso con la serie culto?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Qui capita di tutto. Molti lo sanno, ci trovano in rete e ci cercano appositamente, anche da fuori Genova. Chi non conosce Twin Peaks, invece, ci chiede chi siano le persone ritratte nelle foto dietro al bancone o quell&#8217;uomo inquietante con i capelli lunghi e grigi. Noi gli raccontiamo la storia della Serie TV: anche questo è un modo per <strong>portare avanti il mito</strong>.&#8221;</p>
<h3>PA: Qualcuno è mai entrato pensando di trovare le atmosfere western dell’omonimo film di Marlon Brando?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;No, per ora non è mai successo. Non lo conoscevo neanche io, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/I_due_volti_della_vendetta" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo film</a>. Poi penso che, da fuori, il locale non sembri proprio un <em>saloon</em>…&#8221;</p>
<h3>PA: Vedrai la terza stagione?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Certo che la vedrò. Francamente, quando abbiamo dato il nome al locale, mai più avremmo pensato che ci sarebbe stato un <em>sequel</em>. Siamo contenti. Anzi, ansiosi.&#8221;</p>
<h3>PA: Però non c’è la TV, qui?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;No, non c&#8217;è e non ci sarà, perché interferisce con l&#8217;impronta che vogliamo dare al locale. Qui tutto è ovattato. La musica è presente, ma non ingombrante. Si sta vicini, ma non troppo. <strong>C&#8217;è intimità</strong>. In qualche modo, si è portati a conoscere le altre persone che sono nel locale, a parlarci. A noi questo piace e la televisione rovinerebbe tutto.&#8221;</p>
<h3>PA: Nel locale, mettete solo musiche di Angelo Badalamenti?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Tenere la colonna sonora del film tutti i giorni sarebbe eccessivo. Per noi la musica è fondamentale per creare l&#8217;ambiente giusto e mettere a proprio agio le persone. Io ascolto principalmente <strong>Trip hop</strong> e anche nel locale metto roba tipo <strong>Massive Attack</strong>, <strong>Portished</strong>, <strong>Tricky</strong>, <strong>Björk</strong>, <strong>Sigur Róss</strong> e artisti meno noti, ma altrettanto interessanti.&#8221;</p>
<h3>PA: Se ti piacciano i Massive Attack, sarai andato a vederli all&#8217;Arena del Mare, nel 2014?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Purtroppo no. One Eyed Jacks è aperto da quattro anni ed ero di turno. Non ho mai più visto tanta gente al banco come <a href="https://portoantico.it/2014/massive-attack-concerto-di-suggestioni/">quella sera</a>. Non ce l&#8217;avrebbero fatta senza di me, ma mi mangio le mani ogni volta che ci penso. Sentendo le note in lontananza, <strong>piangevo dentro</strong>.&#8221;</p>
<p><iframe src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify%3Atrack%3A7FO7BolIZsl1o8DDSjeOph" width="300" height="380" frameborder="0" allowtransparency="true"></iframe></p>
<h3>PA: State organizzando un Twin Peaks Party, come ai bei tempi?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Certo che sì. Faremo una serata celebrativa al locale <strong>giovedì 25 maggio</strong>, la sera prima della messa in onda in Italia.&#8221;</p>
<h3>PA: Cosa succederà quella sera?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Anche se lo sapessi con esattezza, non lo direi, perché &#8211; ovviamente &#8211; è un segreto.&#8221;</p>
<h3>PA: Nel vostro menu avete un cocktail dedicato a Laura Palmer, la protagonista della serie. L’avete inventato voi? È letale?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Sì, è vero: il <em>cocktail</em> l&#8217;ho inventato io. E no, non è letale, in dosi ragionevoli.&#8221;</p>
<h3>PA: Volete dirci come si prepara un &#8220;Laura Palmer&#8221;?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Posso solo dire che la base è <strong>vodka</strong>. Ispirandomi alla doppia vita di Laura Palmer, alla sua ambivalenza, ho messo in contrasto il dolce della <strong>papaya</strong> con l&#8217;aspro del <strong>blu di curaçao</strong>. Poi c&#8217;è l&#8217;ingrediente segreto che non vi dico.&#8221;</p>
<h3>PA: Confortateci: nel menu non esiste il “Bob”, vero?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Mi spiace per voi, ma c&#8217;è eccome: è una piadina. Se volete sapere tutti gli ingredienti, venite a provarla. Svelo solo che c&#8217;è <strong>una certa quantità di salsiccia</strong> che &#8211; da sola &#8211; non dovrebbe provocare incubi.&#8221;</p>
<h3>PA: Ma, alla fine, almeno voi, l’avete capito chi ha ucciso Laura Palmer?</h3>
<p><strong>Fabrizio Vacca:</strong> &#8220;Tutti noi sappiamo chi ha ucciso <em>materialmente</em> Laura Palmer, ma, come ci insegna il maestro, nulla è quello che sembra.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/genova-twin-peaks/">A Genova c&#8217;è un angolo di Twin Peaks</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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		<title>Lorenzo Costa e i meccanismi della comicità</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/lorenzo-costa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[federicafolegnani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2017 14:05:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[EstateSpettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[EstateSpettacolo17]]></category>
		<category><![CDATA[Ridere d'agosto ma anche prima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Basta poco per stare bene. Secondo i ricercatori, una fragorosa...</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/lorenzo-costa/">Lorenzo Costa e i meccanismi della comicità</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Basta poco per stare bene. Secondo i ricercatori, una <a href="https://portoantico.it/2017/ridere-dagosto-comicita-cabaret-musica/">fragorosa risata</a> non solo <strong>stimola le</strong> <strong>endorfine</strong>, ma riduce lo stress, stimola il sonno, mantiene giovani e rende più attraenti. Insomma, migliora e <strong>allunga la vita</strong>. Così, in attesa che arrivi la Rassegna <strong>Ridere d&#8217;Agosto</strong>, abbiamo pensato di fare due chiacchiere con <strong>Lorenzo Costa</strong> per provare a carpirgli <strong>il segreto della comicità</strong>.</p>
<h2>Intervista a Lorenzo Costa sui meccanismi della comicità.</h2>
<p><strong>Lorenzo Costa </strong>è Direttore Artistico di <a href="http://www.teatrogarage.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Teatro Garage</a> che, da oltre 25 anni, organizza a Genova la Rassegna<strong> Ridere d’Agosto</strong>. L&#8217;abbiamo chiamato in causa su temi e personaggi strettamente legati alla liguria &#8211; se non a Genova &#8211; come il mugugno, Govi e Villaggio. Ecco cosa ci ha risposto.</p>
<h3>Porto Antico: Tutti pensano che i genovesi siano chiusi, diffidenti e mugugnoni. Eppure i comici genovesi sono tanti. E bravi. Come spieghi questo fenomeno?</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;Il genovese può essere chiuso e riservato, ma è dotato di una <strong>forte autoironia</strong>: questo genera una tendenza all’umorismo, spesso contrassegnata da un certo stile <em>british</em>. Naturalmente, ogni attore mette del suo e dalla tradizione si arriva alla personalizzazione, alla creazione del personaggio&#8221;.</p>
<h3>PA: I personaggi dialettali hanno segnato un’epoca. Possiamo considerare Gilberto Govi come il capostipite della comicità genovese?</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;Govi è certamente un capostipite. Pur non essendo un autore in senso stretto (non scriveva lui i testi che recitava) il suo <strong>contributo artistico</strong> era a tutto tondo: capocomico, attore e regista in qualche modo riusciva a <strong>fare propri i personaggi</strong>, aggiungendo <em>gag</em> e battute che sono rimaste storiche e facendo dello <strong>stereotipo ligure</strong>, un personaggio-tipo. La sua abilità artistica sconfinava anche nel trucco col quale creava <strong>vere e proprie maschere</strong> sul suo volto, trasformandolo a seconda dei personaggi.&#8221;</p>
<h3>PA: Paolo Villaggio, con il personaggio di Fantozzi, ha saputo incarnare la pochezza dell’italiano medio. <em>L’humor</em> può essere critica sociale?</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;Non credo che ci fosse questa intenzione da parte dell’attore, forse è stata sfruttata dai registi che lo hanno diretto, come <strong>Luciano Salce</strong>. <em>Castigat ridendo mores</em> dicevano i latini, e questo si evidenzia specie negli attori che sono anche autori, pensiamo a <strong>Dario Fo</strong> e al suo teatro politico.&#8221;</p>
<h3>PA: Come è cambiata la comicità dagli anni ‘70/’80?</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;In quegli anni si <strong>impone la TV</strong> <strong>commerciale</strong> che, con programmi tipo <em>Drive In</em>, crea nuovi caratteri e <strong>nuovi tempi comici</strong> che improntano la comicità su <strong>ritmi più rapidi</strong> e sul concetto di ripetitività: <strong>il classico tormentone</strong>. Questo si riverbera ancora oggi, con una evoluzione che tende a creare personaggi sopra le righe che fanno della ripetitività uno stile: quindi il legame con la comicità nata negli anni &#8217;70/&#8217;80 è ancora abbastanza stretto.&#8221;</p>
<h3>PA: La comicità contemporanea nasce in televisione, passa al cinema e, infine, arriva nei teatri. Un tempo era il contrario. A cosa è dovuta questa inversione di tendenza?</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;Ormai la televisione è in ogni casa ed è sempre di più un <strong>mezzo di diffusione</strong> popolare: le altre forme ne risultano suddite. Lo stesso Cinema, salvo pochi casi, non ha <strong>esempi di originalità</strong>, ma sente &#8211; forse per esigenze commerciali &#8211; il bisogno di <strong>ricalcare schemi e personaggi</strong> che appaiono “sicuri”, perché già testati e apprezzati dal grande pubblico (televisivo). Questo si porta dietro il rischio che certi comici non abbiano la forza di <strong>reggere un vero e proprio spettacolo a teatro</strong>, essendo abituati ai tempi televisivi.&#8221;</p>
<h3>PA: Teatro Garage organizza la Rassegna “Ridere d’Agosto” da oltre 25 anni. Raccontaci come è nata l’idea.</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;Dalla presenza di spettacoli comici all’interno delle prime stagioni alla Sala Diana nasce l’idea di un festival estivo fondato sui <strong>diversi modi di fare comicità a teatro</strong> che si concretizza nel 1991, negli anni delle celebrazioni Colombiane. <strong>Ridere d&#8217;agosto</strong>, nato per volontà della Regione Liguria e del Comune di Genova, si propone come una vetrina dei <strong>nomi più interessanti</strong> del panorama della comicità italiana. Il luogo di spettacolo storico è la splendida Villa Imperiale nel popoloso quartiere di San Fruttuoso. Da oltre dieci anni la manifestazione si è sdoppiata grazie alla fattiva collaborazione con il <strong>Porto Antico</strong> e i primi anni la <em>location</em> è stata l&#8217;<a href="https://portoantico.it/location/arena-del-mare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Arena del Mare</a>, a detta di molti artisti uno dei luoghi più suggestivi del nostro paese.</p>
<p>La collocazione della manifestazione nell&#8217;area portuale ne fa un momento di divertimento, ma anche un&#8217;occasione per godere delle bellezze della città.</p>
<p>Negli anni la manifestazione ha visto la presenza dei comici più interessanti del nostro paese. Vorrei citare la presenza di alcuni amici che hanno allietato le serate del pubblico genovese: Franca Valeri, Maurizio Micheli, Anna Mazzamauro, Yves Lebreton, Aldo Giovanni e Giacomo, Luca Barbareschi, Maurizio Crozza, Daniele Luttazzi, Luciana Littizzetto, Claudio Bisio, Ale &amp;Franz, Luca e Paolo, Tullio Solenghi, Gaspare e Zuzzurro, Moni Ovadia, Paolo Villaggio. L&#8217;elenco è infinito e non è possibile citarli tutti.</p>
<p>Spesso la manifestazione ha portato fortuna agli artisti invitati, che dopo l&#8217;esibizione genovese hanno <strong>consolidato il proprio successo</strong>. Pensiamo di avere avuto lo stesso istinto con <strong>Enzo Paci</strong> che sarà presenta questa estate. Paci si sta mettendo in evidenza, i suoi personaggi sono diventati il classico tormentone. Siamo convinti che anche per lui si spalancherà la via del successo nazionale.&#8221;</p>
<h3>PA: La collaborazione con Porto Antico è nata nel 2000. Cosa dobbiamo aspettarci dall’edizione 2017?</h3>
<p><strong>Lorenzo Costa:</strong> &#8220;Oltre al sopra citato <strong>Enzo Paci</strong>, sulla tradizione della genovesità torna l’appuntamento con <strong>Bruciabaracche</strong>, la formazione di comici locali che è diventata un appuntamento fisso e molto atteso. La novità del programma di quest’anno è costituita da una forte presenza della <strong>componente musicale</strong> in relazione allo stile comico, per cui avremo la presenza degli <strong>Oblivion</strong> che dai primi esperimenti video in rete costituiscono una delle formazioni più ricercate in Italia e che si ispira all’umorismo di gruppi come i Monty Pithon e il nostro Quartetto Cetra; sempre sull’onda dello spazio ai genovesi, la novità della contaminazione fra canzone ligure e <em>cabaret</em> nel progetto <strong>Genova canta</strong>.&#8221;</p>
<h2>Programma di Ridere d’Agosto 2017.</h2>
<p>Vi diamo dunque l&#8217;appuntamento a luglio, in <a href="https://portoantico.it/location/piazza-delle-feste/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Piazza delle Feste</a> con gli spettacoli di Ridere d&#8217;Agosto per cinque serate all&#8217;insegna del buonumore e della spensieratezza:</p>
<ul>
<li><a href="https://portoantico.it/eventi/bruciabaracche-2017/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">5 luglio</a>: Bruciabaracche</li>
<li><a href="https://portoantico.it/eventi/genova-canta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">6 luglio</a>: Genova Canta</li>
<li><a href="https://portoantico.it/eventi/oblivion/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">24 luglio</a>: Oblivion</li>
<li><a href="https://portoantico.it/eventi/enzo-paci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">25 luglio</a>: Enzo Paci</li>
<li><a href="https://portoantico.it/eventi/ridere-dagosto-lella-costa-questioni-cuore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">2 agosto</a>: Lella Costa</li>
</ul>
<p>Biglietteria presso Ufficio Teatro Garage – Via Casoni, 5-3b Genova – Da lunedì a giovedì dalle ore 15:00 alle 18:00. Nei giorni di programmazione la biglietteria presso Piazza delle Feste aprirà alle ore 20:00.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-12205" src="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/03/publico-ridere.png" alt="publico-ridere" width="960" height="720" srcset="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/03/publico-ridere.png 960w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/03/publico-ridere-300x225.png 300w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2017/03/publico-ridere-768x576.png 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>[button color=&#8221;blue&#8221; size=&#8221;normal&#8221; alignment=&#8221;none&#8221; rel=&#8221;follow&#8221; openin=&#8221;_parent&#8221; url=&#8221;https://portoantico.it/tag/estatespettacolo17/&#8221;] LEGGI TUTTI I POST SU ESTATESPETTACOLO 2017 [/button]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ridere è social: #EstateSpettacolo17</h2>
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		<title>Intervista a Fabrizio Modina, curatore della mostra &#8220;Guerre Stellari &#8211; Play&#8221;</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/fabrizio-modina-guerre-stellari-play/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Edoardo Cavazzuti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Mar 2017 10:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura POP]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre Stellari]]></category>
		<category><![CDATA[Star Wars]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete presente il classico nerd appassionato di fantascienza e giocattoli...</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/fabrizio-modina-guerre-stellari-play/">Intervista a Fabrizio Modina, curatore della mostra &#8220;Guerre Stellari &#8211; Play&#8221;</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente il classico <em>nerd</em> appassionato di <strong>fantascienza e giocattoli</strong> con gli occhiali spessi e la <em>T-Shirt </em>slavata con sopra stampata qualche battuta incomprensibile sul gatto di Schrodinger? Ecco, <strong>Fabrizio Modina</strong>, curatore della mostra <a href="https://portoantico.it/2017/guerre-stellari-play-genova/"><em>Guerre Stellari &#8211; Play</em></a><em>,</em> è esattamente il contrario: barba curata, eleganza contemporanea e un taglio di capelli impeccabile. Ci accoglie mentre la mostra è ancora in allestimento. Non solo sovrintende, ma cura &#8211; nel vero senso del termine &#8211; ogni singola vetrina, dispone ogni singola <em>action figure.</em></p>
<p>È un ospite gentilissimo e, con una voce salda e chiara, ci dice che preferisce essere definito &#8220;curatore&#8221; anziché &#8220;collezionista&#8221;, ma che, ormai, si presenta come Studioso di <strong>Mitologia Contemporanea</strong>. E ha ragione, perché Guerre Stellari è un vero e proprio mito POP che, in <a href="https://portoantico.it/2017/star-wars-quaranta-anni/">40 anni</a>, ha coinvolto tre generazioni.</p>
<p>[cycloneslider id=&#8221;guerre-stellari-play-intervista-modina&#8221;]</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ecco cosa ci ha raccontato Fabrizio Modina, collezionista di prima forza e curatore della mostra &#8220;Guerre Stellari &#8211; Play&#8221;.</h2>
<p>La prima domanda è di ordine anagrafico e ci serve a capire come sia nata una passione così forte.</p>
<h3>Porto Antico di Genova: Hai avuto la fortuna di vedere &#8220;Guerre Stellari&#8221; al cinema?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;No, la prima volta non l’ho visto al cinema. Dopotutto, nel 1977 avevo solo 7 anni. L’<em>imprinting</em> è stato televisivo. Ricordo molto bene che <em>Guerre Stellari</em> arrivò in TV quando <em>Il ritorno dello Jedi</em> era nelle sale, nel 1983: me ne sono innamorato a prima vista.&#8221;</p>
<h3>PA: In famiglia sei stato spinto verso la fantascienza?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Assolutamente no.&#8221;</p>
<h3>PA: Ti ricordi il primo <em>action figure</em> che hai posseduto?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;È la prima volta che mi fanno questa domanda. Nel 1983 stavano uscendo le <em>action figure</em> del <em>Ritorno dello Jedi</em>. Ricordo di aver avuto da subito il <strong>Millenniun Falcon</strong> e altre grandi astronavi, ma non ricordo quale sia stato il <strong>primo personaggio</strong>. Ora che ne parlo, ho un ricordo ancora precedente: un piccolo <strong>X-Wing</strong> in metallo, regalatomi da un nonno. Non comprendevo bene cosa fosse e non l&#8217;avevo particolarmente apprezzato: all’epoca ero attratto dai <strong>robot giapponesi</strong> o dai <strong>fumetti americani</strong>.&#8221;</p>
<h3>PA: in mostra ci sono più di 1.200 pezzi. Con qualcuno di questi hai realmente giocato?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Certamente. Molti sono &#8216;giocati&#8217;, vissuti. Poi ho ampiamente integrato la mia prima collezione. All&#8217;inzio ero più geloso dei miei pezzi, ma oggi colleziono ed espongo soprattutto per <strong>salvaguardare un&#8217;epoca e condividerla</strong> con più persone possibili.&#8221;</p>
<h3>PA: Se potessi scegliere, coerentemente con la finzione narrativa, di che colore sarebbe la tua spada laser?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Domanda interessante, anche perché è una scelta che è stata concessa solo a <strong>Samuel L. Jackson</strong> (Mace Windu). Io la vorrei <strong>blu cobalto</strong>, visto che non c’è. Le <em>lightsaber</em> solitamente sono verdi, azzurre o rosse. Anche se, come curiosità, posso aggiungere che ci sono alcune <em>action figure</em> che hanno la <strong>spada gialla</strong>: Luke Skywalker della Kenner, ad esempio.&#8221;</p>
<h3>PA: Il pezzo più prezioso, economicamente parlando?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Nella mostra che vedete qui a Genova, il pezzo più prezioso è sicuramente il <strong>Jawa</strong> con il cappottino di plastica, il cosiddétto <em>vinyl cape</em>.&#8221;</p>
<blockquote class="twitter-tweet">
<p dir="ltr" lang="it">Ecco il pezzo più pregiato della mostra di Genova: il famoso Jawa Vinyl Cape. <a href="https://twitter.com/hashtag/GuerreStellariGenova?src=hash">#GuerreStellariGenova</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/GenovaMoreThanThis?src=hash">#GenovaMoreThanThis</a> <a href="https://t.co/vqvX74DwPA">pic.twitter.com/vqvX74DwPA</a></p>
<p>— Porto Antico Genova (@PortoAnticoGe) <a href="https://twitter.com/PortoAnticoGe/status/839444295975337984">8 marzo 2017</a></p></blockquote>
<h3>PA: Il pezzo più prezioso, emotivamente parlando?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Qui non ho dubbi. Sicuramente la bambola di <strong>Padmé Amidala in ceramica</strong> che tirerò fuori dal suo baule poco prima dell’apertura al pubblico. È un oggetto che ho <strong>inseguito per anni</strong> e che sono riuscito ad avere solo recentemente. Poi mi direte, ma secondo me è una cosa veramente molto, molto bella.&#8221;</p>
<h3>PA: Come è cambiato il merchandising dopo l’uscita di Guerre Stellari?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;<em>Guerre Stellari</em> ha cambiato tutto. Il mondo del cinema, il concetto di <em>merchandising</em> e di <em>licensing</em>. Per questo tengo molto al mio ruolo di curatore e lo preferisco a quello di collezionista. In tutte le mostre che gestisco e propongo, c’è un <strong>approccio scientifico e culturale</strong>. In questo caso, <em>Guerre Stellari – Play</em> parla di un unico “universo narrativo” &#8211; non di fantascienza, in generale &#8211; e, quindi, bisogna mostrare <strong>tutta la cultura</strong> che sta dietro a questa cinematografia. Il visitatore, quindi, troverà <strong>molti aneddoti</strong> ma, soprattutto, potrà apprezzare una quantità di informazioni su come arte, <em>design</em>, scienza, tecnologia abbiano contribuito al successo della saga.&#8221;</p>
<h3>PA: Dopo 40 anni possiamo considerare Guerre Stellari come parte importante della cultura popolare?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;<strong>Star Wars</strong> è andata oltre sé stessa. È andata addirittura oltre ai suoi stessi proprietari, diventando un <strong>fenomeno culturale e sociale</strong>. Oggi, ognuno ci vede qualcosa di diverso e dà il proprio contribuito. Ci sono migliaia di <em>designer</em>, <em>fan</em>, appassionati che immaginano prodotti, oggetti, disegni. Basta fare una banale <a href="https://it.pinterest.com/search/pins/?q=star%20wars&amp;rs=typed&amp;term_meta[]=star%7Ctyped&amp;term_meta[]=wars%7Ctyped" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ricerca su Pinterest</a> per capirne il volume. Quindi, indipendentemente dalla questione dei diritti – assolutamente lecita e doverosa – c’è un’apertura verso il mondo che non si può arrestare. Guerre Stellari è un vaso che si è aperto e non si può chiudere: bisogna solo saperne fare il giusto utilizzo.&#8221;</p>
<h3>PA: Star Wars può essere considerata una delle opere di fantasia multi-autore tra le più ampie della storia dell’uomo?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Potrebbe essere. A me viene in mente anche <em>Il Signore degli Anelli</em> per cui <strong>J. R. R. Tolkien</strong> ha creato un calendario, una storia, degli alfabeti, delle lingue, una cosmogonia. E lo ha fatto da solo!&#8221;</p>
<h3>PA: Ora che l’universo di Guerre Stellari si sta espandendo in tutti i media e in diversi filoni narrativi (Spin-off, Serie TV, expanded universe) proverai comunque a collezionare tutto?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Non mi fermerò: mi sembra giusto continuare a collezionare, almeno finché durerà l’amore. Anche ora, proprio qui alla mostra di Genova, stanno arrivando nuovi pezzi che ho ordinato: sono di <em>Rogue One</em>.&#8221;</p>
<h3>PA: È vero che “Nerd is the new chic”?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Guerre Stellari ha travalicato <strong>la nicchia dei Nerd/Fantascienza</strong> per diventare di dominio pubblico. È vero che quelli che sono stati bambini negli anni ’70, oggi sono al comando: sono loro i nuovi produttori di contenuti e – quindi – è ovvio che narrazioni come Guerre Stellari siano fermamente <strong>impresse nel loro di DNA </strong>e siano passate<strong> da nicchia a mainstream</strong>. Però, il rischio di <em>revival</em>,<em> prequel</em>,<em> sequel </em>e<em> reboot</em> è che si arrivi a non avere idee nuove. Oggi pochi propongono. È tutto molto reverenziale. C’è una <strong>crisi creativa importante</strong>. Ogni prodotto deve incontrare il pubblico, deve garantire un ritorno e si lavora esclusivamente per questo. Ricordiamoci che <em>Guerre Stellari</em> è nato dall’idea di un regista; oggi, <strong>Star Wars</strong> è un <em>brand</em> mondiale: sono cose molto diverse.&#8221;</p>
<h3>PA: Ci sono narrazioni attuali che hanno la forza di diventare mitologia contemporanea?</h3>
<p><strong>Fabrizio Modina:</strong> &#8220;Tutto è possibile. Certe religioni diventano fumetti: noi leggiamo <strong>Thor</strong>, ma Thor, fino a qualche secolo, fa era religione. Bisogna veramente rivalutare ciò che è sacro e ciò profano, sapendo che tutto si trasforma. Narrazioni attuali con la potenza di Star Wars? Io credo che <strong>Harry Potter</strong> sia stata l’ultima grande idea. <strong>J. K. Rowling</strong> ha messo nel calderone una serie di <em>cliché</em> per creare qualcosa di nuovo e estremamente <em>british:</em> si merita tutto il successo che ha avuto. Dopo Harry Potter è difficile individuare qualcosa di così importante, negli ultimi vent&#8217;anni.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/fabrizio-modina-guerre-stellari-play/">Intervista a Fabrizio Modina, curatore della mostra &#8220;Guerre Stellari &#8211; Play&#8221;</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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		<title>Quattro chiacchiere sulla musica Prog con Massimo Gasperini</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/quattro-chiacchiere-sulla-musica-prog-massimo-gasperini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[claudiamorelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 09:17:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 14 al 16 luglio si svolgerà in Piazza delle...</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/quattro-chiacchiere-sulla-musica-prog-massimo-gasperini/">Quattro chiacchiere sulla musica Prog con Massimo Gasperini</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left">Dal <strong>14 al 16 luglio</strong> si svolgerà in Piazza delle Feste la <strong>II edizione del Porto Antico Prog Fest</strong>.<strong> Per capire qualcosa di più</strong>, abbiamo fatto una chiacchierata con <strong>Massimo Gasperini </strong>di <strong>Black Widow</strong> che ci ha aiutato a conoscere meglio e apprezzare questo genere.</p>
<h3 style="text-align: left">Porto Antico di Genova: Musica Rock e Musica Rock Progressive: qual è la differenza?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Progressive è una evoluzione del Rock. “Il Rock è un mondo sterminato che comprende tutti i sottogeneri come l’Hard, la Psichedelia, l’Heavy Metal, il Punk, il Dark, il Jazz-rock, Folk-rock, la new wave e anche il <strong>Progressive</strong> il quale, a sua volta, è un mondo sterminato che apre le porte ad altri mondi contraddistinti da varie influenze.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: left">PA: Ci sono diverse espressioni di Progressive, qual è la più accreditata a dire degli esperti e degli amanti del genere?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Sicuramente il <strong>Prog Sinfonico</strong> è il più importante, perché la componente sinfonica è quella che più di altre contraddistingue il Prog; ma anche il <strong>Canterbury Sound</strong> con le sue caratteristiche jazzate è molto considerato ed amato dai <strong>Prog Lovers</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Io e molti miei amici e clienti siamo pazzi per il <strong>Dark Prog</strong> quello più oscuro sia come suoni sia come tematiche; parliamo di gruppi come <strong>Atomic Rooster</strong>, <strong>High Tide</strong>, <strong>Hawkwind</strong>, <strong>Beggar’s Opera</strong>, <strong>Black Sabbath</strong> e naturalmente <strong>Black Widow</strong> che hanno dato il nome al nostro negozio e alla nostra etichetta e dai quali hanno preso ispirazione gruppi di tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: left">Uno stile molto in voga negli ultimi anni è l’<strong>Heavy Prog</strong> ovvero sia l’incontro tra l’Heavy Metal ed il Prog.</p>
<p style="text-align: left">Questo genere è caratterizzato da pezzi lunghi, grandi tastiere, partiture <strong>che provengono dalla musica classica</strong> e da <em>riff</em> di chitarra molto metallici e aggressivi, volumi altissimi con una sezione ritmica che picchia di brutto pur restando sempre tecnicamente perfetta.</p>
<p style="text-align: left">I massimi esponenti sono i <strong>Dream Theater</strong> di Boston, a loro volta influenzati dai canadesi <strong>Rush</strong>, veri maestri del genere dietro al successo dei quali sono nate moltissime band intorno al mondo.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: left">PA: Quando è nato il Prog e come si è evoluto?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Il Prog nasce verso la fine degli <strong>anni &#8217;60</strong> in Inghilterra dalla voglia e dalla necessità artistica di band di espandere il loro <em>sound</em> realizzando brani che dai 3 minuti potevano durare anche 15-20 minuti.</p>
<p style="text-align: left">Si può dire che il Prog si ottiene mischiando certe sonorità dei Beatles più elaborati con i compositori classici come Bach, Beethoven, Verdi, Wagner…</p>
<p style="text-align: left">Già qualcosa era stato fatto con la psichedelia dei <strong>Pink Floyd</strong>, <strong>Tomorrow</strong>, <strong>Tyrannosaurus Rex</strong>, <strong>Incredible String Band</strong>, ma i primi veri gruppi prog sono stati quelli che ho citato prima ai quali aggiungo una incredibile band americana ovvero i <strong>Vanilla Fudge</strong> e anche gli <strong>Iron Butterfly</strong>.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: left">PA: Quali sono i gruppi capisaldi da cui altri hanno tratto ispirazione?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Capisaldi del Progressive sono assolutamente i <strong>Moody Blues</strong>, <strong>Elp</strong>, <strong>Genesis</strong>, <strong>King Crimson</strong>, <strong>Van Der Graaf Generator</strong>, <strong>Jethro Tull</strong>, <strong>Colosseum</strong>, <strong>Yes</strong>, <strong>Family</strong>, <strong>Gentle Giant</strong>, <strong>Caravan</strong>, <strong>Strawbs</strong>, <strong>Camel</strong> e, a loro modo, anche i <strong>Pink Floyd</strong>, <strong>Gong</strong> e <strong>Hawkwind</strong> per il versante più space e psichedelico.</p>
<p style="text-align: left">Tutte queste band e molte altre &#8211; che non cito per questioni di spazio &#8211; possiedono le loro proprie caratteristiche che li rendono unici. Oggi, invece, tutte le band hanno più o meno le stesse produzioni e gli stessi suoni.</p>
<h4 style="text-align: left">Moody Blues.</h4>
<p style="text-align: left">furono tra i primi a utilizzare una vera orchestra per la registrazione del loro album e sono riconoscibili per l’<strong>ampio utilizzo del mellotrom</strong> e per certe melodie tipicamente inglesi. <a href="https://open.spotify.com/artist/5BcZ22XONcRoLhTbZRuME1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ascoltate l&#8217;artista su Spotify.</a></p>
<h4 style="text-align: left">King Crimson.</h4>
<p style="text-align: left">Possiedono caratteristiche uniche nello stile particolarisismo del chitarrista e <em>leader</em> <strong>Robert Fripp</strong> che riesce a essere teso, spigoloso, ma anche improvvisamente romantico con sezioni ritmiche sempre precise e sorpendenti, e aperture di mellotrom che creano spesso climi tristisismi e affascinanti.</p>
<h4 style="text-align: left">Genesis.</h4>
<p style="text-align: left">Tra i più spettacolari dal vivo grazie alle invenzioni ed ai travestimenti di <strong>Peter Gabriel</strong> e che hanno portato la band al grande successo sopratutto in Italia dove il pubblico li adora. Un elemento caratteristico è la chitarra liquida e sognante di <strong>Steve Hackett</strong>, uno stile inconfondibile diventato presto il loro vero marchio di fabbrica. <a href="https://open.spotify.com/artist/3CkvROUTQ6nRi9yQOcsB50" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ecco come suonano i Genesis.</a></p>
<h4 style="text-align: left">Yes.</h4>
<p style="text-align: left">Musicisti dalla <strong>tecnica inarrivabile</strong>, possiedono uno stile tutto loro forse a tratti un pò troppo complicato, ma sempre affascinante e stimolante da scoprire. Si può dire che in pratica l’intera scena prog americanan sia stata influenzata dai suoni degli YES. <a href="https://open.spotify.com/artist/7AC976RDJzL2asmZuz7qil" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ascoltate gli Yes su Spotify.</a></p>
<h4 style="text-align: left">Jethro Tull.</h4>
<p style="text-align: left">Partono dal blues e attraversano il folk fino all&#8217;hard rock guidati dal <strong>flauto magico</strong> e alla voce possente di <strong>Ian Anderson</strong>, mente creativa di un gruppo longevo e spettacolare del quale impossibile non possedere meraviglie sonore come <a href="https://open.spotify.com/track/5UuikgHTxSRFRnC0zXx10i" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Aqualong</em></a>, <em>Thick as a Brick</em> e più avanti <em>Minstrel in the gallery</em>.</p>
<h4 style="text-align: left">Van Der Graaf Generator.</h4>
<p style="text-align: left">Sono più oscuri e gotici, con quella voce torturata e sofferente di <strong>Peter Hammill</strong> che più che altro &#8220;suona la sua voce&#8221; come se fosse uno strumento. E poi quei sax incredibili di <strong>David Jackson</strong>. Consiglio di ascotare almeno <em>The last we can do</em>, <em>H to he, who am the only one</em> e <em>Pawn Hearts</em>. <a href="https://open.spotify.com/artist/02frazNrWgZCxUEf4UTfHt" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Qui trovate la loro musica.</a></p>
<h4 style="text-align: left">Pink Floyd.</h4>
<p style="text-align: left">Dopo le pazzie geniali di <strong>Syd Barret</strong>, il suono di questa formazione si sposta sempre verso il prog, confezionando album memorabili come <em>Atom Heart Mother</em>, <em>Meddle</em>, il megasuccesso <a href="https://open.spotify.com/album/6uGYCZLXw3wPFOSYcqLz9F" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Dark Side of the Moon</em></a> e <em>Wish You were here</em>. La band diventa sempre più popolare ed i loro album continuano a vendere milioni copie ancora oggi anche se <strong>Waters</strong> è andato per la sua strada. La chitarra di <strong>Gilmour</strong> è sempre ispirata e riconoscibilissima e i pezzi hanno quelle caratteristiche inconfondibili che li rendono accessibili senza mai scadere nel banale. Anche sei capolavori dei primi due album sono lontanissimi di certo i Pink Floyd sono una delle band più famose e apprezzate al mondo e restano una influenza enorme per le giovani band.&#8221;</p>
<p style="text-align: left"><img decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-3183" src="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/07/PeterErskine_13-07-14-1024x768.jpg" alt="batteria-estatespettacolo-genova" width="750" height="563" srcset="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/07/PeterErskine_13-07-14-1024x768.jpg 1024w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/07/PeterErskine_13-07-14-300x225.jpg 300w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/07/PeterErskine_13-07-14-768x576.jpg 768w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/07/PeterErskine_13-07-14.jpg 1200w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h3 style="text-align: left">PA: E il prog italiano?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Il <strong>Progressive</strong> in Italia arriva all’inizio degli <strong>anni &#8217;70</strong> quando i musicisti nostrani, stanchi delle solite canzoni di musica leggera e di saccheggiare il beat inglese, cominciano ad ascoltare con attenzione ciò che di nuovo come sempre arriva dall’ Inghilterra.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: left">Così La Formula Tre, i Trip, i Delirium, gli Osanna tentano di apprendere il più possibile dall’ascolto di questi nuovi musicisti. Abbastanza velocemente, nasce un movimento che si fà largo anche grazie ai numerosi Festival che si tengono nella nostra penisola.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: left">Nascono veri capolavori come <em>Collage</em> delle <strong>Orme</strong>, i primi due della <strong>PEM</strong> e del <strong>BMS</strong>, <em>Arbech Mach Frei</em> il primo degli <strong>Area</strong>, <em>Pollution</em> di <strong>Battiato</strong>, <em>Dolce Acqua</em> dei <strong>Delirium</strong>, <em>Caronte</em> dei <strong>Trip</strong>, i <strong>Goblin</strong> famosi in tutto il mondo per le colonne sonore di films horror di Dario Argento e molti altri. Grande importanza per il movimento avrà il maestro argentino <strong>Luis Bacalov</strong> che con la sua classe rese memorabili 3 opere di altrettanti gruppi come <strong>New Trolls</strong>, Il <strong>Rovescio Della Medaglia</strong>, Osanna.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: left">PA: E il prog ligure?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Noi liguri abbiamo avuto importanti band e ne abbiamo ancora. I già citati Delirium ad esempio, dopo i 3 bellissimi album degli anni &#8217;70 sono ancora vivi e vegeti, con una formazione in parte rinnovata: si esibiscono in Italia ed all’estero.</p>
<p style="text-align: left">Poi i <strong>Garybaldi</strong>. Non c’è più Bambi Fossati, ma il gruppo và avanti grazie alla passione e la voglia dello storico<em> drummer</em> <strong>Maurizio Cassinelli</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Ovviamente i <strong>New Trolls</strong> dei quali oggi esistono 3 incarnazioni diverse dove si dividono i vari componenti storici.</p>
<p style="text-align: left">Citiamo inoltre <strong>Nuova Idea</strong>,<strong> Il Picchio Dal Pozzo di Aldo De Scalzi</strong>,<strong> Il Museo Rosenbach</strong>,<strong> i Celeste</strong>, <strong>La Corte dei Miracoli</strong>,<strong> i Gleemen</strong> ancora attivi, <strong>Il</strong> <strong>Cerchio D’oro</strong> di Savona che stanno incidendo un nuovo album che presenteranno proprio al Porto Antico questa estate.</p>
<p style="text-align: left">La scena Ligure continua ed è sicuramente è tra le regioni d’Italia ad avere i gruppi più interessanti come con i savonesi <strong>Trip</strong>,<strong> Il Tempio delle Clessidre</strong>,<strong> Il Segno del Comando</strong>,<strong> La Coscienza di Zeno</strong>,<strong> Fungus Faily</strong> e molti altri ancora a testimoniare come il Prog in Liguria e vivo e vegeto.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: left">PA: Il Prog Rock è per nostalgici o ci sono realtà attuali che portano avanti il genere creando brani originali?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini: </strong>&#8220;Il Progressive è una musica che è sempre stata suonata in tutto il mondo, dalla Norvegia alla Nuova Zelanda, passando per l&#8217;East Europa ed il Sud America, e lo è anche oggi. Ci sono centinaia di giovani band sparse per tutto il pianeta, e forse anche oltre, che alla faccia delle mode passeggere oggi suonano Prog.</p>
<p style="text-align: left">Perchè lo fanno, se difficilmente questo li porterà al successo?</p>
<p style="text-align: left">Perchè il richiamo di questa musica meravigliosa è fortissimo, lo si impara dai padri, dai fratelli maggiori, da qualche amico più grande oppure semplicemente arriva ed <strong>è irresistibile</strong>. Fortunatamente ci sono alcune etichette che ci credono ancora e producono con buoni riscontri i lavori di queste band che compongono nuovi brani ispirandosi ai maestri ma utilizzando la propria creatività e la propria passione.&#8221;</p>
<h3 style="text-align: left">PA: Come si riconosce un brano Prog? Quali sono gli elementi che lo caratterizzano?</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Domanda semplice, ma complicatissima. Be&#8217;, se quello che state ascoltando non è propriamente heavy metal o hard rock, se non ci sentite solo sensazioni psichedeliche, se non è jazz allo stato puro e neanche blues o folk, tolta ogni forma di dance, mainstream ed easy pop di varia natura, se quello che state ascoltando magari possiede dei tempi dispari ed è bello, molto bello allora è probabile che sia Prog. Ricordate che il Prog è la <strong>musica classica del futuro</strong>.<strong>&#8221;<br />
</strong></p>
<p style="text-align: left"><img decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-3010" src="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/06/ombre-piazza-delle-feste-estatespettacolo-genova-1024x768.jpg" alt="ombre-piazza-delle-feste-estatespettacolo-genova" width="750" height="563" srcset="https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/06/ombre-piazza-delle-feste-estatespettacolo-genova-1024x768.jpg 1024w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/06/ombre-piazza-delle-feste-estatespettacolo-genova-300x225.jpg 300w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/06/ombre-piazza-delle-feste-estatespettacolo-genova-768x576.jpg 768w, https://portoantico.it/wp-content/uploads/2014/06/ombre-piazza-delle-feste-estatespettacolo-genova.jpg 1200w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<h3 style="text-align: left">PA: Raccontaci qualcosa del Porto Antico Prog Fest.</h3>
<p style="text-align: left"><strong>Massimo Gasperini:</strong> &#8220;Grazie alla fiducia, passione e collaborazione di Porto Antico, noi della Black Widow abbiamo l’onore e la possibilità di organizzare questo <strong>festival bellissimo</strong>. L’anno scorso abbiamo avuto una giornata speciale con 5 band, Quest’anno avremo due giornate più una terza dedicata alla <strong>Fiera del Disco</strong>. Il programma comprende 3 band straniere:<br />
Dalla Francia ci saranno i <strong>Gens De La Lune</strong>, una delle band più impressionanti che io abbia mai ascoltato in campo prog: è la prima volta che vengono in Italia e vi garantisco che faranno una <em>performance</em> indimenticabile.</p>
<p style="text-align: left">Altra band sono i norvegesi <strong>Arabs In Aspic</strong>, che hanno già suonato in Italia con grande successo al 2 Day Prog festival di Veruno. Autori già di 5 album il loro è <strong>un prog molto energico</strong> e visionario che parte da Jethro Tull, Uriah Heep per attraversare la psichedleia dei Pink Floyd e l’hard rock dei Black Sabbath e Deep Purple.</p>
<p style="text-align: left">Grande personaggio che caratterizzerà lo show del 15 Luglio sarà il mitico <strong>Nik Turner</strong> membro fondatore degli Hawkwind, i signori dello Space Rock dai quali si è separato a metà degli anni &#8217;90.</p>
<p style="text-align: left">I gruppi italiani saranno rappresenttati dai giovani <strong>Mad Fellaz</strong> band di Bassano del Grappa; ci sarà il gruppo di Savona<strong> Il Cerchio D&#8217;Oro</strong> che presenterà in anteprima mondiale il loro nuovo album con ospiti importanti.<br />
I <strong>Mr. Punch</strong> apriranno la serata del 15 con un tributo ai grandi <strong>Marillion</strong>, la band più importante del movimento new prog.</p>
<p style="text-align: left">Mi fermo qui. Non posso svelare tutte le sorprese (anche se, comunque, verranno annunciate nei prossimi mesi).&#8221;</p>
<p style="text-align: left"><strong>PROG ON!</strong></p>
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			</item>
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		<title>Genova ritrovata</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/genova-ritrovata/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 13:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Porto Antico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se avete fatto qualche giro tra i post di questo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete fatto qualche giro tra i <em>post</em> di questo <strong><em>Magazine</em></strong>, lo avete ormai capito che del nostro <strong>Centro Congressi</strong> siamo orgogliosi e che abbiamo un debole per la nostra città e per il <strong>Porto Antico</strong>.</p>
<p>Forse potete anche immaginare, voi che con la comunicazione ci lavorate, che se siamo talvolta ridondanti nei concetti è  per compiacenza alle regole del <em>marketing</em>, del <em>branding</em>, del posizionamento SEO. Ecco, nel timore di risultare tediosi e fors&#8217;anche un po’ stucchevoli,  vorremmo ogni tanto poter lasciare la parola a qualcun altro che racconti per noi.</p>
<p><strong>Qualcuno che di Genova ci dia</strong> &#8211; e soprattutto la dia a voi che organizzate eventi e convogliate persone nelle città che non sempre conoscete- <strong>la sua lettura culturale, professionale o magari scanzonata, </strong>con una pennellata da Impressionista, con un cammeo.  Così quando sceglierete Genova per i vostri convegni, avrete già respirato un po’ della sua aria. Che è buona aria di mare!</p>
<h2>Genova riscoperta, anni e muri dopo.</h2>
<p>Abbiamo chiesto al <strong>Prof. Luciano Parisi</strong>, genovese da anni <em>foreign professional</em> in prestigiose università negli Stati Uniti e in Inghilterra, attualmente <strong>Associate Professor of Italian Literature alla University of Exeter, UK,</strong> di pensare per qualche attimo al <strong>Porto Antico</strong> e di regalarci le immagini che affiorano.</p>
<p>Eccole:</p>
<blockquote><p><strong>1987</strong>. Per me c’erano allora due muri importanti: quello di Berlino e quello del porto di Genova. Avevo attraversato il primo, che si estendeva oltre Berlino per dividere la Germania Est dalla Germania Ovest. L’avevo fatto un paio di volte con curiosità, sorpresa, compassione. Non avevo mai attraversato il secondo che divideva il porto dal resto della città gettando un’ombra grigia su via Gramsci e piazza Caricamento e che, per me, rimandava anche a certi muri simbolici – di marginalità, di integrazione in parte mancata.</p>
<p><strong>2017</strong>. Quei due muri non esistono più. L’abbattimento del primo rappresenta l’evento storico più importante vissuto dalla mia generazione. Quello del porto di Genova è stato rimosso ai tempi delle celebrazioni colombiane e ha riaperto il porto a genovesi e visitatori. L’ho visitato con un’amica e ho scoperto porta Siberia, i Magazzini del Cotone, il Bigo, i locali, le zattere su cui decine di persone fanno ginnastica come se la salvezza del mondo dipendesse dalla loro atleticità e mi sono sentito stranamente a casa. Questo è il mondo cosmopolita ed integrante di cui sentivo allora la mancanza. Anche il ricordo dei muri simbolici, adesso, è insicuro. Forse erano fantasmi personali.</p>
<p><strong>Conclusione</strong>. La costruzione dei muri ha quanto meno uno scopo. La soddisfazione che si prova nel rimuoverli, quando è possibile farlo.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giorno della Memoria: il racconto di Ariel Dello Strologo</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/27-gennaio-giorno-della-memoria-ariel-dello-strologo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[stefaniagaione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2017 09:57:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Ariel Dello Strologo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Shoa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://portoantico.it/?p=11767</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria: i nostri...</p>
<p>L'articolo <a href="https://portoantico.it/magazine-news/27-gennaio-giorno-della-memoria-ariel-dello-strologo/">Giorno della Memoria: il racconto di Ariel Dello Strologo</a> proviene da <a href="https://portoantico.it">Porto Antico di Genova</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 gennaio è il <strong>Giorno della Memoria</strong>: i nostri ragazzi ne parlano a scuola, in televisione ci sono rassegne dedicate, vengono organizzate tavole rotonde, letture mirate, piccoli e grandi eventi. Ognuna di queste attività ha lo scopo di <strong>non dimenticare.</strong></p>
<p>Anche noi vorremmo contribuire a questa <strong>conversazione corale</strong> e così, per ciò che è nelle nostre possibilità e con le nostre capacità, abbiamo pensato di parlarne con <strong>Ariel Dello Strologo </strong>che, oltre a essere Presidente di Porto Antico di Genova, è anche <strong>Presidente della Comunità Ebraica</strong> <strong>di Genova</strong>.</p>
<h2>Il racconto di Ariel Dello Strologo, Presidente della Comunità Ebraica di Genova.</h2>
<h3>Le leggi razziali a Genova.</h3>
<p><em>“La <strong>Comunità Ebraica genovese</strong> a cavallo del ‘900 cresce notevolmente a pari passo con la crescita della Città e del suo Porto e arriva a contare negli anni ’30 poco meno di <strong>3.000 persone</strong>.</em></p>
<p><em>Le leggi razziali del ’38 colpiscono quindi una parte molto importante di Genova, <strong>non solo numericamente</strong> parlando, ma anche dal punto di vista della posizione all&#8217;interno della società, in quanto molti di loro svolgevano attività ben integrate e riconosciute, quali professori universitari, dirigenti, commercianti e professionisti.</em></p>
<p><em>Subirono la discriminazione fino al ’43, <strong>ghettizzati</strong> e costretti a vivere solo tra di loro; la Scuola De Scalzi (diventata poi De Scalzi Polacco) aveva messo a disposizione qualche aula al pomeriggio, per permettere a insegnanti ebrei di tenere lezioni a bambini ebrei, salvo poi far <strong>disinfettare con l’alcool i banchi</strong> dalla bidella non appena usciti di classe: gli studenti ariani non potevano rischiare di essere infettati…</em></p>
<p><em>Ma quello che sembrava il peggio, <strong>non era nulla rispetto a quello che sarebbe successo dopo</strong> che l’Italia firma l’armistizio e i tedeschi invadono la penisola e, aiutati dai fascisti repubblichini cominciano a dare la caccia agli ebrei italiani.”</em></p>
<h3>Genova messa a setaccio.</h3>
<p><em>“Il 3 novembre 1943 i tedeschi decidono di andare alla <strong>Sinagoga</strong> e costringono il custode a contattare tutti gli ebrei delle liste in suo possesso e a convocare una riunione molto importante: sarebbe stata la trappola perfetta per prenderne una gran parte in un colpo solo. Molti però non avevano il telefono, altri erano già partiti e molti altri sono stati avvertiti da <strong>una signora</strong> che, dalla finestra della sua abitazione all&#8217;angolo tra Via Assarotti e Via Bertone (dove ora c’è il Provveditorato) e armata di tanto <strong>coraggio</strong>, è riuscita ad avvertirne e quindi a salvarne tanti. Alla Sinagoga arrivarono “solo” 30/40 persone che catturate, dai tedeschi, furono portati prima alla Casa dello Studente e poi a Marassi.</em></p>
<p><em>Nelle settimane precedenti e in quelle successive vi furono molti altri arresti, alla fine <strong>da Genova</strong> furono catturate e deportate <strong>circa 240 persone</strong>. Di loro se ne salvarono <strong>solo 8</strong>.”</em></p>
<h3>Wanted.</h3>
<p><em>“Forse non tutti sanno che durante la caccia degli ebrei erano state istituite delle <strong>taglie in denaro</strong> per la loro cattura e purtroppo i soldi hanno fatto diventare <strong>persecutori</strong> molte persone solo <strong>apparentemente per bene</strong>. Chi si è salvato, quindi, deve ringraziare anche il <strong>cuore</strong> e il coraggio di molte persone non ebree che hanno dato ricovero ai deportati senza farsi conquistare dal denaro facile.</em></p>
<p><em><strong>Nella mia famiglia</strong> sono state deportate 20 persone e di loro ne è tornata solamente una: aveva 17/18 anni e la sua vita è stata talmente segnata da <strong>non trovare più pace neppure in seguito</strong>. Le vere vittime, e può sembrare un paradosso, sono stati i sopravvissuti, che hanno dovuto adattarsi, spesso rimasti soli, a condurre una vita “normale” dopo aver vissuto un’esperienza indicibile.”</em></p>
<h3>Passato, presente e futuro che si confondono.</h3>
<p><em>“Grande è il <strong>lavoro divulgativo</strong> che è stato fatto con i ragazzi, ma ancora non si è riuscito a trasformare l’informazione in insegnamento di vita. <strong>Il comportamento degli uomini sembra ripetersi</strong>. Alcune <strong>analogie</strong> si ritrovano negli <strong>avvenimenti attuali</strong>, accendiamo il telegiornale e migliaia di profughi vivono discriminazioni ed esperienze simili a quelle vissute dal popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale.</em></p>
<p><em>Ascoltiamo i <strong>racconti dei sopravvissuti</strong>, guardiamo <strong>immagini toccanti</strong> della Shoah, ci emozioniamo e magari temiamo che un giorno possa succedere anche a noi… ci identifichiamo con le vittime, ma mai con le <strong>popolazioni silenziose che allora permisero che agissero i carnefici</strong>.”</em></p>
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		<title>Genova e Centro Congressi: scopri, ama, ritorna</title>
		<link>https://portoantico.it/magazine-news/genova-e-centro-congressi-scopri-ama-ritorna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[danielabalbi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 08:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Congressi ed eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Congressi]]></category>
		<category><![CDATA[Magazzini del Cotone]]></category>
		<category><![CDATA[Meeting Industry]]></category>
		<category><![CDATA[PSCC2016]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel nostro lavoro molto si gioca sull’estemporaneità delle richieste e...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel nostro lavoro molto si gioca sull’estemporaneità delle richieste e delle emergenze e questo richiede, oltre alle ovvie capacità organizzative, flessibilità e prontezza nel risolvere i problemi. Siamo consapevoli che basta una disattenzione per sperperare il lavoro di un anno o anche due, una quantità di soldi e la credibilità di professionisti che si sono affidati a noi per una parte essenziale del loro progetto.</p>
<h2>Sempre sul pezzo.</h2>
<p>Abbiamo un senso di responsabilità nei confronti dei clienti molto radicato, così come l’esigenza di lavorare al meglio perché <em>chi assaggia ritorni</em>, ma, soprattutto, esca soddisfatto dell’esito del suo evento e della sua permanenza. E si porti via un bel ricordo del <strong>Centro Congressi del Porto Antico</strong>, delle vetrate sul porto, del gioco di squadra che abbiamo reso possibile e, ancora di più, di <a href="http://www.centrocongressigenova.it/postcongress/la-citta/">Genova</a>.</p>
<p>È per lei, specialmente, che ce la mettiamo tutta: ci teniamo a farle fare una bella figura. Anzi, una figura Superba.</p>
<h2>Scopri, ama, ritorna.</h2>
<p>In genere gli organizzatori scoprono piacevolmente anche noi e, in tanti anni di attività, abbiamo raccolto una quantità di attestazioni di stima.</p>
<p>La più recente ci viene dal Presidente della <strong><em>19th Power Systems Computation Conference</em> </strong>da poco conclusasi ai <a href="http://www.centrocongressigenova.it/magazzini-del-cotone-genova/">Magazzini del Cotone</a>, il<strong> Prof. Stefano Massucco</strong>, che ci ha trasferito il “<em>grandissimo apprezzamento</em>” da parte dei suoi ospiti e il suo commento personale:</p>
<blockquote><p>A complemento dell’importanza ed attualità dei temi scientifici trattati, la location dei Magazzini del Cotone si è rivelata parte significativa del successo della Conferenza per l’ambiente spazioso e accogliente, efficiente e funzionale. Il personale si è espresso ai massimi livelli di professionalità, disponibilità e cortesia. Davvero una splendida immagine di Genova e delle sue potenzialità.</p></blockquote>
<p>Così confermano anche i commenti raccolti dal Professor Massucco tra i suoi ospiti stranieri, concordi nel decretare <strong><a href="http://www.centrocongressigenova.it/els-pscc/">PSCC 2016</a></strong> <em><strong> </strong></em></p>
<blockquote><p>A really remarkable conference, totally successful.</p></blockquote>
<p>Tra le testimonianze di gradimento cogliamo quella di un partecipante, al termine della giornata che saggiamente l’organizzazione ha voluto dedicare alle <a href="http://www.centrocongressigenova.it/postcongress/le-riviere/">escursioni sul territorio</a>:</p>
<blockquote><p>We really enjoyed Genova, and today has been a wonderful day of hiking between villages in Cinque Terre. Italy has so many amazing places! (I don&#8217;t know how you get any work done with so many places to visit!) Thanks for a very enjoyable conference.</p></blockquote>
<p>Genova brilla, la Liguria affascina, ma <strong>è tutta l&#8217;Italia che infine ne esce fuori</strong>, e questo per noi è davvero un bel successo.</p>
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